Opzioni put e call nel diritto societario: cosa sono, come funzionano e quali rischi nascondono

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Nel diritto societario, le opzioni put e call sono strumenti contrattuali utilizzati per regolare l’ingresso, la permanenza o l’uscita dei soci da una società.
Sono molto diffuse nei patti parasociali, negli accordi tra soci e ancora di più nelle operazioni di M&A. Vediamo quindi cosa sono le opzioni put e call, come funzionano, quali sono le differenze e quando ha davvero senso utilizzarle in maniera consapevole.

Cosa sono le opzioni put e call nel diritto societario

Nel diritto civile, semplificando un po’, un’opzione è un accordo in base al quale una parte formula una proposta a un’altra, dichiarandosi vincolata da questa proposta. La parte che riceve la proposta decide se accettarla o meno (talvolta, è indicato anche il termine entro il quale il destinatario della proposta deve esprimere la propria preferenza).

Nel contesto societario, le opzioni put e call sono pattuizioni contrattuali che attribuiscono a una parte la facoltà (non l’obbligo) di acquistare o vendere partecipazioni sociali a determinate condizioni (talvolta, l’opzione va esercitata entro un certo termine).

  • Opzione call: diritto di acquistare le quote o azioni di un altro socio
  • Opzione put: diritto di vendere le proprie quote o azioni a un altro socio

L’elemento chiave è che l’opzione può essere esercitabile anche su un lungo arco temporale, o al verificarsi di determinate condizioni, introducendo così un certo senso di “instabilità” nella compagine sociale. Il che non è da vedere in senso strettamente negativo, in quanto se il diritto di opzione è stato consapevolmente pattuito tra i soci, consente a questi ultimi una libertà di investimento e disinvestimento più sicura.

Opzione call nel diritto societario: significato, funzione e casi pratici

L’opzione call, come detto, consente a un soggetto di acquistare la partecipazione di un altro socio a un prezzo predeterminato (o determinabile) entro un certo termine o al verificarsi di alcune condizioni.

A cosa serve l’opzione call nei rapporti tra soci

Nella pratica, la call option viene usata per:

  • consentire a un socio di consolidare il controllo della società;
  • permettere a un investitore di aumentare la propria partecipazione al verificarsi di certi eventi;
  • gestire uscite programmate di soci;
  • risolvere situazioni di stallo.

Opzione call: perché non è uno strumento neutro

Si potrebbe pensare che l’opzione call sia uno strumento “neutro”, ma assolutamente no: l’opzione concede una facoltà, il che si traduce in un vantaggio. Chi è titolare di un diritto di opzione call ha un grande vantaggio, soprattutto se il prezzo è fissato ex ante.

Opzione put nel diritto societario: significato, funzione e criticità

L’opzione put, viceversa, attribuisce al socio il diritto di vendere la propria partecipazione a un altro soggetto (socio o terzo). Tipicamente, l’opzione put viene inserita per:

  • tutelare soci di minoranza
  • garantire una exit strategy a investitori finanziari (è infatti una clausola molto presente, come l’opzione call, nei contratti di investimento).

Opzione put e rischio di patto leonino: attenzione alla struttura

L’opzione put, se strutturata male, può tradursi in una garanzia di rendimento mascherata (e fin qui, non c’è necessariamente qualcosa di male) oppure un meccanismo di uscita che svuota di significato il concetto di assunzione del rischio imprenditoriale (“appena le cose vanno male, vendo”).

Ecco perché, soprattutto nelle società che aprono il capitale ad altri soci / investitori o in cui i soci hanno partecipazioni paritarie,  è fondamentale che il testo di una clausola che introduce un’opzione put sia validato da un consulente – altrimenti si potrebbero rischiare problemi di compatibilità con i principi stessi del diritto societario (primo fra tutti, il divieto di patto leonino, ossia il patto che esclude uno o più soci da ogni partecipazione agli utili o alle perdite).

Differenza tra opzione put e call: confronto pratico tra i due strumenti

Di seguito una tabella di confronto tra opzione put e opzione call nel diritto delle società.

 

Profilo

Opzione call

Opzione put

Chi esercita il diritto

Acquirente

Venditore

Finalità tipica

Acquistare controllo

Uscire dalla società

Rischio principale

Prezzo sottostimato

Rendimento garantito

Squilibrio frequente

A favore del socio forte

A favore del socio uscente

Bisogna quindi determinare in anticipo in quale contesto e con quali correttivi contrattuali è meglio inserire l’una o l’altra opzione.

Opzioni put e call nei patti parasociali e nello statuto sociale

Le opzioni put e call possono essere inserite:

  • nei patti parasociali (soluzione più flessibile)
  • nello statuto sociale (più rigido, ma opponibile ai terzi)

Scelta tutt’altro che neutra.
Molti inseriscono opzioni complesse nello statuto senza considerare che modificarle è più gravoso sotto diversi punti di vista. Anche qui, la scelta va ponderata in anticipo in base al tipo, struttura, dimensione, “età”, prospettive della società: in alcuni casi può avere senso un’opzione “forte” nello statuto, in altri sarà molto più conveniente stipulare un patto parasociale ad hoc.

Prezzo delle partecipazioni nelle opzioni put e call

Il prezzo della partecipazione sociale oggetto del diritto di opzione è naturalmente l’elemento sensibile della questione.

Le modalità possibili per determinare il prezzo sono numerose; sicuramente, sarà bene evitare questi 3 errori:

  • prezzo fisso scollegato dall’andamento reale della società: il business cambia, se l’opzione è esercitabile su un ampio arco temporale il prezzo potrebbe non riflettere il valore;
  • formule di valutazione delle partecipazioni vaghe o ambigue;
  • assenza di meccanismi anti-abuso.

Un’opzione ben scritta deve spiegare come e perché si arriva a quel prezzo, non serve che ci dia già un numero predefinito. E anzi, talvolta è dannoso.

Quando conviene usare le opzioni put e call (e quando è meglio evitarle)

Ha senso introdurre diritti di opzione (put e/o call) quando:

  • c’è un progetto industriale chiaro;
  • le parti hanno reale capacità negoziale;
  • l’opzione è parte di un equilibrio complessivo.

È invece rischioso introdurre diritti di opzione (put e/o call) quando:

  • vengono inseriti “perché lo fanno tutti” (o peggio, perché è già previsto nel modello di patto utilizzato!);

  • serve a compensare un disequilibrio iniziale;

  • sostituisce una vera negoziazione tra soci.

Opzioni put e call: strumenti potenti, ma non neutri. Il wrap-up di InsalataDiritto

Le opzioni put e call, benché siano molto utilizzate, non sono clausole “standard”: come tutto ciò che si deve adattare al contesto e alle esigenze, vanno adeguatamente cucite agli assetti e ai rapporti societari in base alle reali necessità e agli obiettivi perseguiti, perché una valutazione alla leggera comporterà degli squilibri difficili da gestire.
Il rischio è usare le opzioni put e call senza capire cosa stanno davvero facendo e perché sono adatte proprio a quel rapporto tra soci (founder, founder e investitori, founder e owner, founder e soci ordinari, ecc.). Senza aver preventivamente chiarito questi aspetti, siete davvero sicuri che i diritti di opzione facciano al caso del vostro business?



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